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Nuova frontiera della contraffazione in Italia, ora sui nostri banchi frutta e verdura taroccati. Ebbene si il falso non conosce confini e colpisce anche dove meno ci si aspetta. Domani L'Espresso pubblicherà un'inchiesta sull'argomento aprendo un nuovo ambito di un fenomeno che già investe gran parte della nostra economia con un giro di affari immenso stimabile intorno al 7% del commercio mondiale.
Così dopo i medicinali, i pezzi automobilistici e aeronautici, anche sulle nostre tavole giungono i cibi falsi...un problema che a prima vista può far sorridere ma che invece nasconde interrogativi molto più seri sulla provenienza dei cibi che ingeriamo, sul modo in cui essi vengono trattati e soprattutto su quali possono essere le ripercussioni sulla nostra salute dato che non potremo più essere certi di cosa acquistiamo.
Insomma ogni volta che vedremo il marchio made in Italy dovremo chiederci se invece stiamo comprando un carciofo cinese o qualche altra specie non ancora identificata.
Il problema è grave e purtoppo di non semplice soluzione dal momento che gli ortofrutticoli possono essere importati in Italia senza troppe difficoltà da qualsiasi punto del confine, al contrario delle carni, rendendo quindi molto più difficili i controlli a tappeto.
Ma in fondo non c'è da meravigliarci, se non riusciamo a difenderci dall'invasione delle false Fendi figuriamoci da mele e insalata!
21 Febbraio 2007, una pagina che tra qualche anno sarà ricordata per la caduta di uno dei governi più brevi della storia d'Italia, certamente il più breve nella storia della Repubblica crollato per problemi di politica internazionale.
Una crisi inaspettata forse anche perchè ormai, dopo tanti disaccordi si riteneva che il governo potesse farcela a fronteggiare anche questa nuova sfida, e invece con grande sorpresa generale, non ce l'ha fatta.
I palinsesti vengono modificati ad hoc e ogni rete sfodera i migliori professori, politologi e giornalisti che tentano di fare previsioni, sommersi da politici che già si accapigliano in una nuova arena che ci richiama alla mente il periodo della sofferta campagna elettorale con i sondaggisti sullo sfondo che in sole due ore già hanno interrogato gli italiani su cosa auspicate cosa accadrà.
Certo è che il centro destra ha riguadagnato punti e se si andasse alle urne probabilmente andrebbe incontro ad una schiacciante vittoria ma, almeno per ora, è l'ipotesi meno accreditata.
Ora si apre un periodo di nebbia in cui ognuno prova a dire la sua; c'è chi già parla di grandi intese ipotizzando un'inglobazione dell'Udc nella maggioranza, c'è chi spera nelle improbabili elezioni anticipate; c'è chi parla di governo tecnico e chi di un Prodi bis...
Il 21 luglio prossimo in occasione del decimo anniversario dall'uscita di Harry Potter e la pietra filosofale , arriverà sui nostri scaffali l'ultima attesissima puntata della saga del maghetto più famoso del mondo: Harry Potter e le reliquie della morte, un evento per gli amanti non solo del libro, ma anche della saga cinematografica.
L'autrice J.K. Rowling è ormai una delle donne più ricche della Gran Bretagna visto che la serie è uno dei più folgoranti successi mondiali, con una vendita di circa 325 milioni di copie in 64 lingue! tanto per rendersi conto del volume d'affari basti pensare che la casa editrice Bloomsbury ha comunicato alla Borsa di Londra la prossima uscita del libro...
E allora attendiamo trepidamente di scoprire come andrà a finire...e nel frattempo ricominciamo a credere alle favole, che tutto sommato a volte diventano realtà!
Troppe critiche...troppe condanne ai nostri stadi.
Se è vero che nel regno del calcio è anarchia forse dovremmo chiederci perchè...dovremmo chiederci come mai se assaliamo un pubblico ufficiale in uno stadio non solo non subiamo conseguenze, ma siamo anche fichi...dovremmo chiederci come si può dedicare una piazza e soprattutto un'aula del Parlamento a Carlo Giuliani, che sicuramente non meritava di morire, ma che di certo non è un eroe, e non intitolare una strada a una figura come Oriana Fallaci...
Se i modelli di questa società sono giovani invasati e bad girl, se sono davvero questi i valori importanti per cui essere ricordati, se la violenza, anche quella più spicciola ed evitabile, diviene la scusa per emergere dalla massa e magari entrare anche nella storia allora non dobbiamo stupirci se accadono certi atti di vandalismo e soprattutto, di fronte ai recenti fatti di cronaca, dovremmo alzare un po' lo sguardo e smetterla di puntare il dito contro le persone sbagliate.
Non è una questione di calcio. Non c'entra lo stadio. Basta uscire per strada e osservare un po'...ma evidentemente chi ci governa non ha il tempo di farlo...
DI SERA
Nelle onde sospirose del tuo nudo
Il mistero rapisci. Sorridendo,
Nulla, sospeso il respiro, più dolce
Che udirti consumarmi
Nel sole moribondo
L'ultimo fiammeggiare d'ombra,
Terra!
Giuseppe Ungaretti, 1928
Ho appena finito di leggere un libro molto interessante dal titolo L'America e i suoi critici scritto da un prof. di scienza politica che di certo l'America non la disprezza!
Per quanto abbia trovato un po' forzate alcune posizioni con le quali, seppur velatamente, giustifica l'operato americano, in particolare l'Unilateralismo con il quale Bush ha invaso l'Iraq nel 2003 contro il parere dell'ONU, credo che le prospettive che il libro propone siano interessanti.
E' vero purtroppo; gli europei, italiani in testa, vedono l'America come un modello da imitare o da evitare, ma molto spesso l'americanismo o l'antiamericanismo non sono supportati da un'effettiva conoscenza di questa nazione. L'America in realtà noi non la conosciamo. Se diciamo America pensiamo al capitalismo, alla civiltà del consumismo più sfrenato, pensiamo all'imperialismo, pensiamo a una terra ingiusta, a una giungla dove solo i più forti sopravvivono....ma l'America è davvero tutto questo?
Io credo che l'America sia tutto questo, ma anche molto altro. Gli Stati Uniti sono la terra delle mille possibilità, la terra della libertà, il nuovo mondo in cui tanti nel passato hanno cercato un riscatto dalla povertà e dall'ignoranza, il mondo che sì, sicuramente non difende i più poveri, ma che offre a chi è capace la possibilità di emergere. Un mondo che crede non tanto nell'eguaglianza delle condizioni di arrivo, come i nostri stati "sociali", ma nell'eguaglianza delle condizioni di partenza. Un mondo senz'altro difficile, in cui le diseguaglianze però vengono accettate perchè esito di un'equa competizione.
Qui si apre una questione di non semplice soluzione; funziona meglio una Nazione che opera per la difesa dei deboli, per l'uguaglianza, per il raggiungimento di un minimo di benessere garantito per tutti, una società che possiamo azzardare definire egualitaria e socialmente assistenziale o una Nazione come l'America, in cui è la moderna economia di mercato, sviluppatasi in un contesto stataless cioè senza stato e prima dello stato, a guidare la società?
Il problema è sempre lo stesso; società modello "giungla", dove i più forti vivono da re, schiacciando i più deboli e dove il consumismo e il sistema di mercato garantiscono il benessere e la crescita economica o società modello "mamma", che coccolano un po' tutti ma non riescono poi ad uscire dal circolo vizioso che per assicurare un benessere diffuso porta la società a non crescere mai?
Come sempre la risposta è la più semplice e sta nella via di mezzo, che però nella realtà delle società di ieri di oggi e di sempre è un'utopia di difficile realizzazione.
Ieri sera all'Adriano anteprima del ventunesimo appuntamento con la fortunatissima serie di 007.
A vestire i panni di James Bond in questa nuova avventura è l'inglese Daniel Craig, affiancato dalla splendida francese Eva Green, nei panni della burocrate che il Tesoro affianca a Bond per controllare le uscite di denaro fornite dal governo per la missione.
Accanto a loro il cattivo di turno, questa volta interpretato egregiamente dal danese Madds Mikkelsen nei panni di Le Chiffre (la cifra, già il nome dice tutto), banchiere di tutto il terrorismo internazionale, nonchè amante del poker e proprietario del Casinò Royale dove si svolge gran parte del film.
Questa è la prima avventura di 007, tratta dall'omonimo romanzo che Ian Fleming scrisse nel 1953; Bond è ancora un giovanotto alle prime armi, un impulsivo, un orgoglioso e questo lo porta a commettere molti errori sottovalutando l'astuzia dei suoi avversari. Questo è anche l'episodio dove il giovane Bond si innamora per la prima volta. Vesper, la bellissima burocrate, segnerà il rapporto di Bond con tutte le donne che incontrarà poi nelle sue successive avventure.
A parte un certo numero di sequenze d'azione, forse a tratti anche un po' troppo lunghe, ma che di certo saranno amate dagli appassionati della serie, il film si svolge per lo più nei lussuosi interni del casinò.
Le scenografie e i costumi sono parte integrante del film, da ricordare i suggestivi paesaggi del Montenegro (girati in Repubblica Ceca), le limpide acque delle Bahamas, nonchè le antiche vie di Venezia, dove si svolgono le sequenze conclusive del film.
Anche i costuni sono molto curati, altissima la partecipazione di grandi stilisti italiani, in particolare per gli abiti di Eva Green che indossa Versace, Armani e un meraviglioso abito viola di Roberto Cavalli, che fa impallidire tutti i giocatori del casinò.
La bond girl della Green non è come le altre, sempre in bikini e con la pistola in mano, è anzi una donna ombrosa, elegante e piena di fascino, senza dubbio il migliore tra i personaggi femminili creati da Fleming.
E' con il suo nome che Bond battezza la sua ricetta del Martini perfetto, il Vesper Martini , ed è per lei che Bond perde la testa per la prime volta nella sua vita.
Tra gli altri interpreti meravigliosa Judi Dench, ormai alla sua quinta interpretazione di M, e Giancarlo Giannini che guida Vesper e Bond all'interno del Casinò.
Un film che di certo entusiasmerà gli appassionati, ma che piacerà anche a quelli che di 007 ne hanno visti e amati pochi, di certo uno degli episodi più significativi e profondi della serie.
"Tre parti di Gordon, una di vodka, metà di Kina Lillet,shakerare e aggiungere una fettina di scorsa di limone"
VESPER MARTINI-James Bond, Casinò Royale 2006
Si dice che chi fa un po' di tutto poi alla fine non sappia far bene nulla e, se in genere questo è vero, non lo è nel caso di Fabio Volo che, diciamolo pure, nella vita le ha provate un po' tutte, dalla radio alla televisione, dal cinema ai romanzi...
"E' una vita che ti aspetto" è il secondo romanzo di Fabio Volo, un libro uscito nel 2003, che è già alla sua seconda edizione.
Mi sono accostata a questo libro un po' scettica, scegliendolo proprio perchè cercavo una lettura poco impegnata e, se da una parte ho trovato quello che cercavo, dall'altra questo libro mi ha aperto un universo.
La scrittura è quella spontanea e discorsiva che Volo usa anche nella vita, che coinvolge, trascina...insomma mica vale solo Umberto Eco!...ma attraverso una storia come tante si parla di problemi profondi, problemi universali che toccano la vita di molti...leggere questo libro per molte persone sarà un po' come guardarsi dentro, un viaggio alla scoperta di se stessi...un'esperienza che tutti prima o poi dovremo fare se vogliamo vivere davvero, perchè come dice Volo citando Oscar Wilde vivere è la cosa più rara del mondo, la maggior parte della gente esiste e nulla più.
ELEONORA SANTINI